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Andamenti dell’occupazione e della disoccupazione

Risultati della rilevazione continua sulle forze di lavoro relativa al terzo trimestre 2008

L’Istat ha diffuso i risultati della Rilevazione continua sulle forze di lavoro condotta dall’istituto tra il 30 giugno 2008 ed il 28 settembre 2008.

I dati mostrano:
- una crescita sempre meno sostenuta dell’occupazione (+0,4% rispetto al periodo
corrispondente dell’anno precedente, + 0,1% l’incremento in termini destagionalizzati rispetto al 2° trimestre 2008) interamente attribuibile alla dinamica dell’occupazione straniera. Al netto di tale dinamica l’occupazione italiana registra una caduta di 185.000 unità;

- la riduzione dell’occupazione nel Mezzogiorno (-1,0% rispetto all’anno precedente)
dove la crescita della partecipazione (+2,4% rispetto all’anno precedente) e dell’occupazione femminile (+ 2,1%) non riesce a compensare la caduta dell’occupazione maschile (- 2,5%);

- l’aumento della persone in cerca di occupazione particolarmente pronunciato nell’area
centrale dove i disoccupati crescono del 22,8% rispetto al 3 trimestre 2007;

- la dinamica meno sostenuta del lavoro dipendente a tempo determinato.

Nel terzo trimestre del 2008 il numero di occupati è risultato pari a 23.518 mila unità, con
una crescita su base annua dello 0,4% (+101mila unità), in forte rallentamento rispetto alle precedenti rilevazioni; in termini destagionalizzati rispetto al trimestre precedente la crescita è risultata quasi nulla (+0,1%). Tra gli stranieri l’occupazione è cresciuta di 285mila unità, per la componente di nazionalità italiana si registra dunque, in termini assoluti, una riduzione di 184mila occupati.

I risultati migliori in termini di dinamica occupazionale si registrano nel Nord (+1,3%,
+151mila), si osserva invece una crescita più contenuta nel Centro (+0,3%, +14mila unità) ed un deciso calo dell’occupazione nel Mezzogiorno (-1,0%, -64mila unità). Relativamente al genere si evidenzia un risultato negativo dell’occupazione maschile (-0,2%), dovuto alla forte riduzione di questa componente nel Mezzogiorno (-2,5%), area che si caratterizza invece per il deciso risultato positivo della componente femminile (+2,1%).

Riguardo al tipo di rapporto di lavoro, la dinamica complessiva dell’occupazione è
spiegata dall’incremento dell’occupazione alle dipendenze (+1,9%, +324mila unità), fenomeno in continuità col recente passato, e dal forte riduzione della componente autonoma (-3,7%, - 223mila unità). In particolare, tra i lavoratori alle dipendenze, si allineano le dinamiche delle due componenti a tempo indeterminato e a termine che crescono nella stessa misura (+1,9%). Il forte rallentamento della crescita del lavoro a tempo determinato è dovuto alla riduzione nel settore agricolo (-3,6%), nel Mezzogiorno (-1,9%) e tra le donne (-1,2%), questa componente del lavoro dipendente continua invece a crescere nell’industria (+4,4%), nel Nord (+5,7%) e tra gli uomini (+5,0%). Sull’altro fronte del lavoro dipendente, ossia il tempo indeterminato, risulta particolarmente marcata la crescita del lavoro part-time (+6,0%, +116 mila), fenomeno che, per il complesso degli occupati, manifesta andamenti meno marcati (+2,9%, +94mila unità); a fronte di ciò il numero degli occupati a tempo pieno rimane pressoché stabile.

Per quanto riguarda l’analisi per settore economico, nell’agricoltura rallenta, con una
riduzione del -3,1% (-29 mila unità), il trend di decrescita iniziato nel 2007; il Centro è l’unica area territoriale in cui si osservano risultati positivi (+5,2%). Nell’industria la riduzione della base occupazionale (-1,0%, -65 mila unità) è dovuta alla sola componente indipendente (-6,9%).

L’edilizia è il settore in cui la crescita è più marcata (+1,8%, +34 mila); tale risultato sintetizza la forte crescita nel Nord (+7,2%), la sola area in cui aumenta anche la componente indipendente (+8,6%), ed risultato negativo nel Mezzogiorno (-6,6%).

Nel settore dei servizi si osserva un rallentamento della crescita (+1,0%, +149mila), dovuta alla sola componente dipendente (+2,7%) e che è risultata più marcata nel Nord (+1,6%).

Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni diminuisce, rispetto a un anno
prima, di un decimo di punto, portandosi al 59,0%, un valore ancora lontano dagli obiettivi di Lisbona (70%). La riduzione è stata particolarmente marcata nel Mezzogiorno (dal 47,2% al 46,4%, pari a -0,6 p.p.). Da notare la forte decrescita del tasso di occupazione maschile che è calato, in un anno, dal 71,3% al 70,7% ( -0,6 p.p.), a fronte della crescita del tasso femminile dal 46,9% al 47,2% ( +0,3 p.p.). Tra gli stranieri il tasso di occupazione è rimasto invariato al 68,7%, in flessione tra gli uomini (-0,2 p.p.) ed in aumento tra le donne (+0,8 p.p.), con i valori che si assestano rispettivamente all’84,0% ed al 54,1%.

Il numero delle persone in cerca di occupazione ha raggiunto, nel 3° trimestre del 2008,
le 1.527mila unità con una crescita del 9% rispetto al periodo corrispondente del 2007
(+127mila unità), con un aumento particolarmente elevato nella ripartizione centrale (+22,8%).
La crescita ha interessato principalmente gli uomini ex-occupati nel Centro-nord (+32 mila) e le donne ex-inattive nel Mezzogiorno (+29 mila).

Il tasso di disoccupazione, per l’effetto combinato di tale aumento e dell’andamento
dell’offerta di lavoro, è aumentato di mezzo punto percentuale rispetto al terzo trimestre 2007 portandosi al valore del 6,1% (maschi 4,9%, femmine 7,9%). L’aumento del tasso di
disoccupazione è risultato maggiore per gli uomini (+0,5 p.p.) che per le donne (+0,4 p.p.) e, a livello territoriale, più marcato nel Centro (+1,4 p.p.) e nel Mezzogiorno (+0,9 p.p.), aree in cui ha raggiunto rispettivamente i livelli del 5,7% e dell’11,1%, rispetto al 3,4% del Nord. In termini destagionalizzati, il tasso di disoccupazione si riduce di un decimo di punto rispetto al 2° trimestre 2008.

16.01.09

 

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